“Con Stoptober abbiamo aiutato 2 milioni di inglesi a smettere di fumare”

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“Stoptober” ha aiutato, nelle sue varie “edizioni”, oltre due milioni di persone, nel Regno Unito, a smettere di fumare.
E’ questo il commento che viene da fonti del Public Health England, l’equivalente del nostro Ministero della Sanità, all’indomani della conclusione dell’appuntamento 2021.
Ancora una volta una campagna di massiccia sensibilizzazione ha preceduto l’evento che è riuscito a cogliere grandi risposte e consensi.
Ma quale è il senso di invitare le persone a sospendere la sigaretta per trenta giorni?
Siamo al cospetto solo di un mero spot o di una iniziativa che ha una sua validità scientifica?
Ebbene, secondo accreditati studi, rinunciare al fumo per trenta giorni faciliterebbe di cinque volte, addirittura, le possibilità di smettere definitivamente.
Ecco, quindi, motivati gli sforzi come quelli profusi in “Mons sans tobac” in Francia e come, appunto, in “Stoptober”, momenti, come detto, non solo propagandistici.
Mettici, poi, che in queste due Nazioni la sensibilizzazione anti-fumo passa per la via della sigaretta elettronica, ed il mosaico vede andare tutti al suo posto i tasselli.
Ma v’è di più.
Nel Regno Unito, infatti, si è talmente istituzionalizzato l’uso della e-cig che essa può essere prescritta dai medici di base come “medicina” anti-fumo.
Aprire la porta a una sigaretta elettronica con prescrizione del servizio sanitario nazionale – ha affermato il Ministro della Sanità britannico, Sajid Javid – ha il potenziale per ridurre il numero di fumatori in Inghilterra ed è un modo efficace per affrontare le forti disparità nei tassi di fumatori in tutto il Paese, aiutando le persone a smettere di fumare ovunque vivano e qualunque sia la loro origine”.

- Scritto da Arcangelo Bove