Biondi Zoccai “Sigarette elettroniche, rischio molto meno grave rispetto a convenzionali”

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Quale dovrebbe essere l’approccio di un medico al cospetto di un paziente fumatore, specie se affetto già da una precisa morbilità?
“L’approccio medico più corretto nei confronti di questi prodotti è sconsigliarne sempre l’uso, ma usarli pragmaticamente come strategia di supporto alla cessazione delle sigarette a combustione, facendo attenzione però che la dipendenza da sigarette a combustione non si trasformi in dipendenza da prodotti a rischio modificato/ridotto”.
Così Biondi Zoccai, cardiologo e docente di Cardiologia presso il Dipartimento di Scienze e biotecnologie medico-chirurgiche dell’Università “Sapienza” di Roma, in intervista rilasciata a Martina Rapisarda di Liaf Magazine.

“DATI A LUNGO TERMINE NON ANCORA DISPONIBILI”

Nelle parole di Biondi Zuccai il “succo” del minor danno da fumo.
Proporre, cioè, la e-cig esclusivamente a colui il quale è fumatore e quale supporto in chiave di smoking cessation, quale strumento per smettere di fumare.
Il cardiologo, reduce da “Tobacco Harm Reduction”, convegno promosso dall’Università di Tessalonica e dall’Università di Patrasso in Grecia, mostra un atteggiamento onestamente prudente
“I dati a lungo termine – ancora il medesimo attraverso le colonne virtuali di “Liaf Magazine” – non sono ancora disponibili, quindi si possono fare solo supposizioni.
È verosimile che, rispetto a non fumare, il rischio di eventi avversi cardiovascolari (morte, infarto miocardico, ictus cerebrale) possa essere aumentato dai prodotti a rischio modificato, ma in modo proporzionalmente molto meno grave che con le sigarette convenzionali.
Anche se prematuro, è verosimile che i prodotti basati su vaporizzazione di liquidi possano essere leggermente meno dannosi di quelli basati sul riscaldamento del tabacco, in cui comunque una piccola quantità di tabacco è oggetto di combustione/tostatura”.

VAPING COME UNA DELLE POSSIBILI OPZIONI DI SMOKING CESSATION

Niente di più, niente di meno rispetto a quanto sostengono i teorici del del minor danno. Che chiedono, molto semplicemente, che le Autorità sanitarie di vertice indichino anche nel vaping una delle possibili opzioni da abbracciare in un percorso di smoking cessation – magari anche residuale rispetto a soluzioni principali, quali farmacologia o cerotti – quando questi abbiano fallito.
Una piccola apertura, per concludere, e non una condanna a prescindere.

- Scritto da Italo Di Dio